La storia dei luoghi

torre_3Il Centro Didattico “Le Torri del Porto” prende il suo nome dalle tre torri a guardia dell’antico porto fluviale che già in epoca romana funzionava come transito merci. Ne parlava allora Plinio il Vecchio che nella sua opera Naturalis Historia scriveva: “Il fiume Tevere è esiguo prima e non navigabile se le sue acque non sono raccolte in serbatoi e poi fatte uscire (…) esso passando non lontano da Tiferno (Città di Castello), da Perugia e da Otricoli per 150 miglia divide l’Etruria dall’Umbria e dalla Sabina.

Due di queste torri sono ancora visibili nella nostra struttura, mentre la terza resta inglobata nel monastero adiacente dopo un ampliamento dello stesso.
Nel 1249 i signori di Todi donarono i locali del porto e della chiesa (ancora esistenti) all’ordine agostiniano della Tuscia, riservandosi però il diritto di entrare nelle torri con cavalieri e fanti, indice del fatto che queste avevano ancora un’alta importanza strategica e commerciale.
Oggi il fiume Tevere scorre più a Ovest di un tempo, ma guardando la linea dell’orizzonte si possono facilmente notare gli alberi che ornano le sue sponde colorando i tramonti con le sfumature delle stagioni.